Di microbiota si parla ovunque: in televisione, sui giornali, nei podcast. È diventato un argomento di tendenza e, proprio per questo, uno dei più fraintesi. Questo articolo serve a mettere ordine: che cos’è il microbiota, cosa fa per noi ogni giorno e perché il suo equilibrio — non la sua semplice presenza — è quello che fa la differenza per la nostra salute.
Microbiota o microbioma? Non sono sinonimi
I due termini si somigliano e vengono usati come equivalenti, ma indicano cose diverse.
- Microbiota
- L’insieme di tutte le specie microbiche che vivono in un ambiente circoscritto. Nel nostro corpo ogni distretto ha il suo: l’intestino, il cavo orale, la vagina, la cute.
- Microbioma
- L’insieme di tutto il materiale genetico che possiamo estrarre dalle cellule microbiche che compongono quel microbiota.
Quando parliamo di microrganismi parliamo soprattutto di batteri, funghi e lieviti: organismi a singola cellula. E come ogni cellula, possiedono il loro materiale genetico sotto forma di DNA.
Il microbioma è dunque lo specchio del microbiota: ne riflette composizione e ricchezza. Ed è esattamente per questo che, per conoscere un microbiota, si analizza il DNA dei microrganismi che lo abitano.
Non tutti i microrganismi fanno male
Si tende a credere che i microrganismi siano portatori di malattia. A volte è vero, e in quel caso parliamo di microrganismi patogeni. Ma esistono anche moltissimi microrganismi per noi fondamentali, al punto che è la loro mancanza a diventare fonte di malessere e, talvolta, di malattia.
Le tre cose che il microbiota fa per te ogni giorno
Ti fa da barriera
I microrganismi che compongono il microbiota competono con i patogeni per spazi e risorse, esattamente come, a livello macroscopico, gli animali competono per cibo e acqua in un ecosistema. Questa competizione limita la disponibilità di risorse e rallenta la crescita degli ospiti indesiderati, dando al nostro sistema immunitario più tempo per individuarli ed eliminarli. Sembra un contributo piccolo: in realtà è un aiuto enorme, che riceviamo ogni giorno senza accorgercene.
Trasforma ciò che mangi
Il microbiota svolge importanti funzioni metaboliche: ci aiuta a degradare molecole che il nostro organismo, da solo, non sarebbe in grado di scomporre. Spesso questo lavoro ci dà accesso a sostanze che possiamo utilizzare, creando risorse nuove per il nostro corpo. È come se questi microrganismi ci aprissero delle casseforti, permettendoci di recuperarne il contenuto: ci arricchiscono di molecole preziose.
Manda segnali
Alcune di quelle molecole svolgono un’altra funzione importante: regolano processi del nostro organismo. Le nostre cellule comunicano in buona parte attraverso segnali chimici, e alcune di queste sostanze influenzano non solo la nostra biologia, ma persino il nostro umore.
Un ecosistema vive di equilibrio
Quando parliamo di microbiota parliamo di un vero ecosistema: milioni, a volte miliardi di microrganismi di specie differenti che ci colonizzano, interagiscono con le nostre cellule e interagiscono tra loro.
E come in ogni ecosistema — grande come una savana, piccolo come una pozza d’acqua, microscopico come un’ansa del nostro intestino — la parola chiave è equilibrio. L’equilibrio tra le specie, cioè le relazioni di cooperazione e competizione che si instaurano e il rapporto numerico tra loro, determina quanto quell’ecosistema è efficiente, funzionale e sano.
- Eubiosi
- La condizione di equilibrio del microbiota. È lo stato a cui puntiamo.
- Disbiosi
- La perdita di quell’equilibrio. Poiché il microbiota funziona come un organo accessorio, la disbiosi rappresenta un problema più o meno rilevante a seconda dell’entità dello squilibrio.
La disbiosi non è un destino: cambia in fretta
Il microbiota non è statico. È dinamico e può cambiare nel tempo: un microbiota in equilibrio può diventare disbiotico nel corso di mesi, settimane o addirittura giorni. Le cause più comuni sono l’uso di farmaci, l’assunzione di alimenti o bevande particolari, variazioni importanti dello stile di vita, lo stress e altri fattori ambientali.
È una notizia a due facce. Da un lato l’equilibrio è fragile. Dall’altro, proprio perché il microbiota cambia in fretta, è un sistema su cui si può intervenire.
Perché rincorrere i sintomi non funziona
La disbiosi porta spesso alla manifestazione indiretta di sintomi che vengono attribuiti ad altre problematiche di salute e che possono compromettere in modo drastico la qualità della vita. Trattare i sintomi senza aver compreso la causa porta a un sollievo temporaneo e non risolutivo, con ricadute continue e la difficoltà di interrompere il ciclo.
Comprendere come funziona il microbiota, analizzarne la composizione e valutarne il grado di disbiosi permette finalmente di intervenire con precisione, risparmiando tempo, denaro e frustrazione.
Dall’ipotesi al dato: analizzare il microbiota
Le tecnologie di analisi del DNA microbico consentono oggi di fotografare un microbiota: quali specie lo abitano, in quali proporzioni, quali indicatori di squilibrio sono presenti. Non è una previsione e non è una diagnosi: è una misura, il punto di partenza per costruire un intervento su misura invece di procedere per tentativi.
In Biome-X ogni distretto ha il suo test, perché ogni distretto ha un microbiota diverso:
- GT Microbiome-X® Advanced — microbiota intestinale: diversità microbica, indici di disbiosi, produzione di metaboliti, potenziale infiammatorio, asse intestino-cervello, presenza di patogeni.
- VG Microbiome-X® Advanced — microbiota vaginale: equilibrio della flora, specie benefiche, indicatori di disbiosi, fattori di rischio per cistiti e infezioni ricorrenti.
- OR Microbiome-X® Advanced — microbiota orale: composizione microbica, rischio gengivale e parodontale, batteri cariogeni, correlazioni con la salute intestinale e sistemica.
Il campione si raccoglie a casa e si spedisce al laboratorio. Il referto non arriva da un algoritmo: viene interpretato da uno specialista, che lo traduce in raccomandazioni. Se vuoi vedere com’è fatto prima di decidere, abbiamo pubblicato degli esempi di referto, e il percorso completo è descritto passo per passo.
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In sintesi
- Il microbiota è l’insieme dei microrganismi di un distretto del corpo; il microbioma è il loro patrimonio genetico, e il modo in cui lo studiamo.
- Il microbiota ci protegge, trasforma ciò che mangiamo e manda segnali che regolano il nostro organismo.
- Conta l’equilibrio: eubiosi è equilibrio, disbiosi è la sua perdita.
- La disbiosi si instaura in giorni o settimane, e proprio per questo è modificabile.
- Analizzare il DNA microbico trasforma un’ipotesi in un dato su cui costruire un intervento.
Per un microbiota felice e sano, in un organismo felice e sano.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra microbiota e microbioma?
Il microbiota è l’insieme delle specie microbiche presenti in un ambiente circoscritto, per esempio l’intestino. Il microbioma è l’insieme del materiale genetico di quelle specie. Il microbioma è lo strumento con cui studiamo il microbiota.
Che cos’è la disbiosi?
È la perdita dell’equilibrio del microbiota: cambiano le proporzioni tra le specie e l’ecosistema diventa meno efficiente. La sua gravità dipende dall’entità dello squilibrio.
Quanto tempo serve perché il microbiota cambi?
Può cambiare nel corso di mesi, settimane o anche giorni, in risposta a farmaci, alimentazione, stress, variazioni dello stile di vita e fattori ambientali.
Come si analizza il microbiota?
Attraverso l’analisi del DNA dei microrganismi presenti nel campione. Il campione si raccoglie a casa, il laboratorio esegue l’analisi genetica e il referto viene interpretato da uno specialista.
Il test del microbiota è una diagnosi?
No. È un’analisi che fotografa la composizione del microbiota e ne valuta l’equilibrio. Non sostituisce una valutazione clinica, ma fornisce informazioni che il medico o lo specialista possono usare.
Questo contenuto ha finalità informative e divulgative e non sostituisce il parere del medico. Per qualsiasi sintomo o dubbio sulla tua salute, rivolgiti a un professionista sanitario.

